Fondi bloccati e caro carburante, il trasporto pubblico locale davanti a un bivio: ridurre le corse o alzare il costo dei biglietti
“Il trasporto pubblico locale in Italia è a rischio di fermo a causa della mancanza di finanziamenti governativi e dell'aumento dei costi del carburante, costringendo le aziende a considerare riduzioni delle corse o aumenti dei biglietti.”
Il trasporto pubblico locale rischia di fermarsi. Non per uno sciopero e neppure per un guasto, ma per mancanza di soldi. Il governo avrebbe dovuto trasferire oltre quattro miliardi di euro alle Regioni entro metà gennaio, ma ad oggi di quel decreto non c’è alcuna traccia. Nel frattempo, c’è un altro nodo con cui le aziende del trasporto pubblico si ritrovano a fare i conti: l’aumento dei costi di servizio a causa del caro carburante innescato dalla guerra in Medio Oriente. Di fronte a questa tempesta perfetta, le aziende che gestiscono autobus, tram e metropolitane in tutta Italia si trovano davanti a una scelta: ridurre le corse o alzare il costo dei biglietti.
Quei 4 miliardi del Fondo nazionale bloccati da gennaio
Il nodo principale è quello relativo al Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale. La legge prevede che entro il 15 gennaio di ogni anno il governo trasferisca alle regioni un anticipo pari all’80% delle risorse complessive, circa 4 miliardi di euro. Il problema è che ad oggi il decreto non è ancora stato emanato. Un ritardo tutt’altro che formale, perché rischia di avere ricadute immediate sulla tenuta del sistema. Senza quei soldi, le regioni non riescono a…
