Le capriole mediatiche su affluenza, liberismo ed energia
“L'articolo critica la narrativa positiva sull'alta affluenza al referendum, mettendo in discussione la stabilità del sistema democratico e le sue implicazioni per il governo attuale.”
Cosa si dice e cosa non si dice su referendum, statalismo, sbornia delle rinnovabili e non solo. Il corsivo di Falconi
Possiamo sommessamente contraddire la narrativa plaudente per l’alta affluenza? L’encomio solenne per l’inattesa percentuale di votanti al referendum? Un dato che nessuno se la sente di contestare, neppure gli sconfitti del Sì, i quali temono di infrangere un tabu intoccabile della democrazia, il voto: ancor più sacro di quello costituzionale che avrebbe spinto i No, assieme ad altre cause. Ma il centrodestra ha un’altra ragione per dover abbozzare, davanti a una delusione cocente proprio per il combinato disposto tra l’alta partecipazione e l’ampia forchetta contro la riforma della giustizia: aver sempre sostenuto, in questi tre anni, la prevalenza del consenso popolare su qualunque obiezione venisse mossa al governo.
Ecco, noi vorremmo provare a scalfire questa convenzione. La convinzione che basti un voto in più perché la volontà espressa diventi sovrana assoluta, che questo sistema sia ancora utile a reggere le nazioni, gli Stati, le democrazie avanzate, l’Occidente che langue in un pianeta sottoposto a continue scosse tecno-economiche. Un principio vetero-de…
Referendum, affluenza e risultati: cosa dicono i sondaggisti
In Edicola sul Fatto Quotidiano del 23 Marzo: La notizia arriva senza urgenza, quasi senza emozione: “Signore, colui che ami è malato”
Una botta di affluenza al referendum
La Stampa Politica
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