Cori estremisti al funerale di Bossi: Giorgetti interviene
Durante il funerale di Umberto Bossi a Pontida, centinaia di militanti della Lega hanno intonato cori come 'Bruciamo il tricolore', suscitando imbarazzo tra le autorità presenti, tra cui la premier Giorgia Meloni. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha cercato di fermare i cori alzando la mano e chiedendo 'Per cortesia'.
La Storia
Il funerale di Umberto Bossi, ex leader della Lega Nord, si è svolto a Pontida il 22 marzo 2026 e ha attirato l'attenzione non solo per la figura del defunto, ma anche per i cori estremisti intonati da parte dei militanti presenti. Durante la cerimonia, mentre il feretro usciva dalla chiesa, centinaia di sostenitori hanno scandito slogan provocatori come "Bruciamo il tricolore" e "Roma ladrona, la Lega non perdona". Questi cori hanno creato un momento di imbarazzo, in particolare per il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che ha cercato di placare la folla alzando la mano e chiedendo "Per cortesia" per consentire al parroco di proseguire con la preghiera finale. La cerimonia ha visto la partecipazione di figure di spicco della Lega e delle principali autorità dello Stato, inclusa la premier Giorgia Meloni.
L'evento ha suscitato reazioni contrastanti, evidenziando le tensioni interne al partito e le sue radici storiche. I cori estremisti, che richiamano a ideologie secessioniste e nazionaliste, pongono interrogativi sulla direzione futura della Lega e sulla sua capacità di mantenere un'immagine moderata in un contesto politico sempre più polarizzato. La presenza di leader politici di alto profilo accanto a tali manifestazioni ha sollevato preoccupazioni riguardo alla legittimazione di tali atteggiamenti all'interno della politica italiana.
In questo contesto, le parole di Giorgetti possono essere interpretate come un tentativo di distanziarsi da posizioni radicali, ma anche come un segnale di difficoltà nel gestire una base militante che continua a esprimere sentimenti estremisti. Questo episodio potrebbe avere ripercussioni significative sulla percezione pubblica della Lega e sulla sua strategia politica, in particolare in vista delle prossime elezioni.
Posta in gioco
L'episodio mette in luce le tensioni interne alla Lega, tra la necessità di mantenere un'immagine moderata e le pulsioni radicali della sua base. Le manifestazioni di estremismo possono influenzare negativamente la percezione del partito da parte dell'elettorato più ampio, specialmente in un clima politico dove la polarizzazione è in aumento. Inoltre, la reazione di Giorgetti potrebbe essere vista come un tentativo di recuperare il controllo su una narrativa che rischia di sfuggire di mano, ma potrebbe anche alienare una parte della base più radicale.
Le conseguenze di questo evento potrebbero riflettersi nelle future strategie politiche della Lega, influenzando le alleanze e le posizioni in vista delle elezioni, e sollevando interrogativi sulla coesione interna del partito.
Prospettive a confronto
La Stampa Politica sottolinea l'imbarazzo di Giorgetti e il tentativo di fermare i cori estremisti, evidenziando la presenza di autorità statali e la tensione tra il rispetto per Bossi e le manifestazioni di radicalismo.
Il Fatto Quotidiano riporta in modo simile l'intervento di Giorgetti, ma enfatizza maggiormente la reazione della folla e il contesto di celebrazione di Bossi, suggerendo una certa legittimazione di tali cori tra i militanti.
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Durante il funerale di Umberto Bossi, militanti della Lega hanno intonato cori contro il tricolore, suscitando imbarazzo tra i politici presenti, tra cui il ministro Giancarlo Giorgetti.
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La Stampa Politica"Bruciamo il tricolore": Giorgetti alza la mano per fermare i cori estremisti a funerali di Bossi
“imbarazzo all'interno della Lega durante un evento commemorativo”
“tensioni all'interno della Lega durante un evento commemorativo”
“tensione tra estremismo e istituzioni”
Meloni partecipa ai funerali di Umberto Bossi a Pontida
Foto di La Stampa Politica
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