Mogol, Gino Paoli e il segreto del Cielo in una stanza: “Un testo forte per quell’Italia bigotta, decisi io di portare la canzone a Mina”

“L'articolo presenta un'intervista a Mogol, che ricorda Gino Paoli e discute la genesi della canzone 'Il cielo in una stanza', sottolineando l'importanza culturale del brano.”
Milano - “Sulla genesi de “Il cielo in una stanza”, una delle più belle canzoni italiane di sempre, girano molte leggende metropolitane. Magari con questa nostra chiacchierata riusciremo a ristabilire la verità…”.
Così parla il mio amico Mogol, noto all’anagrafe come Giulio Rapetti. C’è lui, il partner storico delle hit di Lucio Battisti, all’origine di un brano che ha segnato e attraversato le generazioni. Il pezzo, come si dice in gergo, che ha regalato l’eternità a Gino Paoli, andatosene ieri.
Mino Reitano Cantante, Paolo Villaggio con la moglie Maura e Gino Paoli ph Achivio Ag. Aldo Liverani sas retrospettiva
“La prima cosa che voglio raccontare è che ho perduto un amico carissimo – sospira Mogol, che di anni ne farà novanta il prossimo agosto –. Sfido la banalità dichiarando qui e ora che Gino è un pezzo della nostra storia, della nostra cultura popolare. Immagino e spero che esserne consapevole lo abbia aiutato a gestire la malinconia che precede l’addio alle cose terrene”.
È vero o no che “Il cielo in una stanza” fu causa di un dissidio nella famiglia Rapetti, tra padre e figlio, tra te e il tuo babbo?
“No, le cose non andarono così”.
E come andarono?
“Mari…
Gino Paoli nell'indimenticabile "Il cielo in una stanza"
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