Il poeta ruvido che portò il cielo d'autore nella stanza della musica pop
“L'articolo celebra la vita e l'opera di Gino Paoli, un importante poeta e cantautore italiano, evidenziando la sua influenza sulla musica pop e la sua personalità unica.”
Quando poi i suoi occhi azzurri incrociavano i tuoi, ecco, solo allora, solo in quel momento, si aprivano le feritoie del suo animo. Chiuso era chiuso, Gino Paoli, ostico e insormontabile per chiunque non usasse il grimaldello dei suoi versi, delle sue canzoni per capire, o provare a farlo, uno dei pochi, veri poeti selvatici della nostra canzone d'autore.
Era nato a Monfalcone provincia di Gorizia, anno 1934, figlio di Aldo ingegnere navale e di Rina casalinga innamorata del pianoforte, ed era ancora in fasce quando arrivò a Genova che è stata quindi la sua culla, la sua palestra e sarà la sua tomba ora che se ne è andato serenamente dopo un breve ricovero in clinica e l'addio nella casa vista mare tra Quinto e Nervi, di fianco a sua moglie Paola, la vera donna della sua vita perché l'ha conosciuto giovanissima e gli è stata vicino con il garbo e la forza di una grande signora.
Lei è la custode ultima e definitiva della memoria di un uomo così libero che oggi, al tempo dell'omologazione, sembra impossibile. Voleva fare il pittore, aveva imparato ad amare il jazz e i ritmi afroamericani grazie ai V Disc, i cosiddetti «dischi della vittoria» che avevano i soldati americani in Ital…
Passioni e mal di di vivere. Addio a Gino Paoli, l’anarchico della canzone d’autore
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