Teheran, raid su Diego Garcia. Adesso anche l'Europa ha paura
“L'Iran ha lanciato un attacco missilistico contro la base di Diego Garcia, dimostrando la capacità di colpire a lunga distanza e alzando il livello di tensione con gli Stati Uniti e i loro alleati. Questo evento segna un'escalation preoccupante nel conflitto in corso.”
Il regime iraniano prova ad alzare il tiro. Non solo con minacce globali sparse ma anche con nuovi e preoccupanti attacchi. Per dimostrare al mondo che oltre 20 giorni di conflitto non hanno indebolito gli ayatollah. Teheran ha lanciato un attacco con due missili balistici contro la base anglo-americana sull'isola di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano. Nulla di nuovo si potrebbe pensare. Se non fosse che l'isola dista 3.810 chilometri dall'Iran. L'attacco è fallito ma per Teheran rappresenta "un passo significativo nel confronto con gli Stati Uniti". Che hanno indirettamente replicato colpendo l'impianto nucleare di Natanz, nella provincia di Isfahan, considerato il centro nevralgico del programma atomico della Repubblica islamica. Due episodi che si intrecciano e che rappresentano in qualche modo se non un'escalation un innalzamento del livello del conflitto.
Se Teheran aveva garantito di limitare la gittata dei suoi missili a 2mila km, è evidente come questo tentativo di attacco sia soprattutto simbolico. Secondo quanto ricostruito uno dei due razzi sarebbe finito in mare mentre l'altro è stato intercettato e distrutto. Ma il messaggio è chiaro e fa il paio con le minacce dell'al…
