Giustizia

Quer pasticciaccio brutto di Trani: l'assurda storia di malagiustizia (doppia)

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Domenico Ferrara)·22 marzo 2026 alle 15:50
ARTICOLO

L'articolo racconta l'arresto del sindaco di Trani, Luigi Nicola Riserbato, accusato di corruzione e altri reati, e le conseguenze politiche delle sue dimissioni, che hanno portato a un commissariamento del Comune.

A Trani il tempo, quella mattina di dicembre del 2014, sembra fermarsi all’alba. Le sirene arrivano prima della luce. Poi le auto delle forze dell’ordine, le porte che si aprono, i nomi che iniziano a circolare. In poche ore la città capisce che non si tratta di un’indagine come le altre. Tra gli arrestati c’è il sindaco in carica, Luigi Nicola Riserbato. È l’inizio di una storia che durerà quasi otto anni. Fino a quel momento Riserbato è il volto dell’amministrazione cittadina. La sua è una carriera politica costruita sul territorio, dentro gli equilibri locali. Poi arriva l’inchiesta. Le accuse sono pesanti, costruite su un’ipotesi ampia: attorno al Comune si sarebbe sviluppato un sistema capace di influenzare appalti, procedure, assunzioni. Non un episodio isolato, ma un meccanismo stabile. Nel fascicolo compaiono parole che cambiano tutto: associazione per delinquere corruzione concussione turbativa d’asta Non sono solo reati. Sono etichette che, nel giro di poche ore, ridefiniscono l’immagine pubblica di una persona. I giorni sospesi Dopo l’arresto arrivano i domiciliari. Per circa 45 giorni, la vita del sindaco si restringe a uno spazio chiuso. Fuori, però, la città continua…

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Luigi Nicola Riserbato
ENTI E ISTITUZIONI
Comune
forze dell'ordine
LUOGHI
Trani
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