“23 marzo 2026 – per la Costituzione antifascista”. La mia giornata da ricordare
“L'autore riflette sulla memoria storica legata alla Costituzione antifascista e sull'importanza del voto, esprimendo preoccupazioni e speranze per il risultato elettorale.”
Domenica mattina, mentre mettevo il segno sul No e ripassavo con cura la matita sulla X, mi è tornato in mente mio padre, in una vecchissima fotografia. Avrà avuto diciannove anni; forse fu scattata mentre era partigiano, o forse quella foto era stata scattata subito dopo la guerra. I capelli mal tagliati, senza camicia, magro, con addosso pantaloni larghi e logori. E quel sorriso appena accennato, trattenuto, come di chi aveva visto troppo per concedere un sorriso davvero radioso all’obiettivo.
Ho pensato a lui, e a tutti quei ragazzi che ottant’anni fa hanno messo in gioco la propria vita. Mio padre rischiò di essere fucilato a diciannove anni. E come lui hanno rischiato in tanti, che hanno liberato questo Paese dal nazifascismo, rendendo possibile la scrittura di quella Costituzione antifascista che ancora oggi custodisce la nostra democrazia.
Non è retorica, è memoria.
Forse è anche per questo che, nelle ore successive, sentivo addosso una tensione difficile da scrollarmi di dosso. Andando al lavoro continuavo a pensare ai dati sull’alta affluenza, ai sondaggi che davano il Sì in vantaggio. Mio marito ha provato a sdrammatizzare: “Ho sbirciato il profilo X di Matteo Salvini:…
All’opposizione dico: da giovane elettrice, ho votato per salvare la Costituzione non per i partiti
Le belle intese
In Edicola sul Fatto Quotidiano del 23 Marzo: La notizia arriva senza urgenza, quasi senza emozione: “Signore, colui che ami è malato”
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