Ridisegnare il medioriente. La strategia di Netanyahu
“L'articolo esplora il ruolo di Netanyahu nella recente escalation di violenze in Medio Oriente, evidenziando la sua strategia politica e le sue conseguenze.”
Molti osservatori hanno sottolineato il ruolo di Netanyahu nell’aver scatenato l’ondata di violenze che sta travolgendo il Medio Oriente. A 76 anni, il primo ministro israeliano più longevo si trova a fare i conti con la propria eredità politica. Da quando è salito al potere trent’anni fa, ha trascorso più della metà di quel tempo in carica, riuscendo ripetutamente a sopravvivere alla politica israeliana, spesso conflittuale, e rimodellando al contempo il Paese come entità politica.
Più che una questione di sopravvivenza politica, la guerra attuale rappresenta il culmine di un lungo percorso che Netanyahu ha tracciato nel corso della sua vita politica. Tre dimensioni sono alla base di questa traiettoria.
Dimensioni della strategia di Netanyahu
In primo luogo, la sua preferenza per la coercizione rispetto a un vero negoziato e la sua disponibilità a sfruttare la potenza militare statunitense per affrontare le minacce regionali percepite.
In secondo luogo, la sua capacità di manovrare dall’interno la politica americana, culminata nell’intesa raggiunta con Donald Trump, che è alla base della guerra.
In terzo luogo, il perseguimento di tre obiettivi interconnessi: impedire la crea…
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Repubblica Esteri