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La tv ha perso il ritmo? Da Amici a Canzonissima (e non solo), programmi dilatati dove tutto si allunga e niente pesa

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Claudia Rossi·26 marzo 2026 alle 13:52
ARTICOLO

L'articolo discute l'importanza del ritmo nella televisione italiana, evidenziando come i programmi abbiano perso questa misura nel tempo. Viene menzionato il successo di alcuni conduttori nel mantenere l'attenzione del pubblico.

L’importanza del ritmo. L’organizzazione dei suoni e dei silenzi nel tempo. Non parliamo di musica ma di televisione, dove il tempo lo decide chi ha in mano la tela del racconto, dove i contenuti, le pause e le durate vengono organizzati per catturare l’attenzione e tenerla lì, dove si è posata. La tivù ha perso questa misura e non da adesso: i tempi si allungano senza motivo, le pause non costruiscono tensione ma la svuotano, i dialoghi si dilatano e diventano come un rumore di fondo. Palinsesti, dinamica dei programmi, stop pubblicitari.

Si può iniziare parlando della scomparsa della prima serata a favore dell’access prime time e poi via dritti verso l’ora dei lupi. Uno vorrebbe magari vedere tutto intero, proprio dal principio, un programma in prime time ma avendo un lavoro e un orologio biologico che prevede anche di dormire, come si fa? Che poi, grazie al cielo, i due programmi ‘re’ di questa fascia’ un certo ritmo ce l’hanno. Affari Tuoi, che sulla carta è un dei format più noiosi del globo terracqueo, beneficia della conduzione di Stefano De Martino. Su di lui s’è scritto tanto, c’è chi parla anche di ‘vie agevolate’: al netto di tutto, lo scugnizzo sa, tiene il ritmo, che…

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