Cinecittà festeggia gli utili mentre il cinema vive una ‘incertezza devastante’. È questo un buon governo?
“L'articolo mette in evidenza la contraddizione tra i risultati economici positivi di Cinecittà e le preoccupazioni degli operatori del settore cinematografico, evidenziando anche le indagini in corso sulla gestione pubblica.”
Diverte osservare la distanza abissale tra chi manifesta entusiasmo per la situazione del cinema italico, come l’Amministratrice delegata di Cinecittà spa Manuela Cacciamani, e chi il cinema lo vive sulla propria pelle, imprenditoriale autoriale tecnica: interpretando il malessere di molti operatori del settore, è sorprendente ed emblematico che la più diffusa testata giornalistica “business” del settore, il mensile Box Office abbia pubblicato lo stesso giorno della sortita di Cacciamani – mercoledì 25 marzo 2026 – un lungo articolo critico, a firma di una giornalista esperta qual è Valentina Torlaschi, che denuncia (già nel titolo) “ritardi, storture e un +138 % di tax credit alle produzioni straniere”. Il quotidiano confindustriale Il Sole 24 Ore ha invece pubblicato a piena pagina un’intervista assai benevolente alla Ad di Cinecittà, rilanciata anche da un comunicato stampa di Via Tuscolana: il bilancio “si chiude con un utile di 1,5 milioni euro prima delle imposte. Tutti i dati sono straordinari siamo tornati a registrare utili… Un successo coronato da nuove produzioni internazionali in arrivo negli Studi, come “Annibale” con Denzel Washington diretto da Antoine Fuqua, e la se…
“La verità è che il cinema italiano ha derubato i soldi pubblici. Il ministro Giuli ha combinato delle ca**ate”: lo sfogo di Aurelio De Laurentiis
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