Nuova legge su Cinema e Audiovisivo: verso un testo unico, ma resta il mistero sulla ripartizione dei fondi
“L'articolo discute la proposta di un testo unico per la riforma del settore cinematografico e audiovisivo italiano, evidenziando le difficoltà economiche e le audizioni parlamentari in corso. La riduzione dei fondi e le perplessità delle associazioni del settore sono al centro della discussione.”
La notizia non è stata finora oggetto di comunicazioni ufficiali, ma la Commissione VII della Camera, presieduta da Federico Mollicone (che è anche Responsabile Cultura e Innovazione di Fratelli d’Italia), avrebbe deciso l’11 marzo scorso di procedere con un “testo unificato” rispetto alle quattro proposte di legge di riforma dell’intervento dello Stato nel settore cine-audiovisivo, presentate dallo stesso Mollicone, e da Elly Schlein (Partito Democratico), Gaetano Amato (Movimento 5 Stelle) e, da ultimo, da Valentina Grippo (Azione).
Il settore cinematografico e audiovisivo italiano versa in una crisi profonda, a causa delle conseguenze dello “scandalo Tax Credit” e dal fallito tentativo di riforma avviato ormai oltre due anni fa dall’allora ministro Gennaro Sangiuliano (FdI), che affidò la erratica revisione normativa alla Sottosegretaria leghista Lucia Borgonzoni: di fatto, tutte le procedure ministeriali sono state rallentate, anche a causa di ricorsi al Tar promossi dai produttori indipendenti che non hanno poi avuto seguito. Nel mentre, il Fondo Cinema e Audiovisivo è stato ridotto dai 696 milioni di euro del 2025 ai 600 milioni del 2026, con una ripartizione tra le varie fa…
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