Referendum giustizia, vince l’Italia che c’è. Il commento di Arditti
“L'articolo commenta l'esito del referendum sulla giustizia, evidenziando una scelta collettiva di stabilità da parte degli italiani, che ha implicazioni politiche per il governo Meloni e la coalizione di centrodestra.”
Il dato politico, prima ancora che giuridico, è chiarissimo: al referendum sulla giustizia ha vinto l’Italia che c’è contro quella che potrebbe essere.
Non è una vittoria rumorosa, ideologica, identitaria. È qualcosa di più profondo e, per certi versi, più difficile da scalfire: è la vittoria della conservazione silenziosa, dell’equilibrio esistente, della gestione ordinaria di un sistema che gli italiani conoscono, criticano, ma alla fine scelgono di non cambiare.
Non siamo di fronte a una rivolta contro la riforma. Siamo davanti a qualcosa di diverso: una scelta collettiva di stabilità. Un Paese che, posto davanti a un bivio, ha deciso di restare fermo.
L’Italia che emerge da questo voto è un Paese che funziona – almeno abbastanza da non spingere alla rottura. Un Paese capace di garantire l’ordinaria amministrazione, una gestione professionale dell’esistente, una tenuta complessiva che rassicura più di quanto indigna. Ma è anche un Paese che invecchia, che si ripiega su sé stesso, che diffida del cambiamento perché lo percepisce come un rischio più che come un’opportunità.
Non è una tragedia. Sarebbe sbagliato leggerla così.
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Libero Quotidiano
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