Tomo tomo, cacchio cacchio, Papa Leone è la spina nel fianco di Trump
“L'articolo analizza il ruolo del Papa Leone XIV come antagonista della politica autarchica di Donald Trump, evidenziando le sue prime azioni e dichiarazioni. Si sottolinea la tensione tra il Vaticano e le influenze tecnocratiche rappresentate da figure come Peter Thiel.”
Non sapremo mai con certezza se i 115 cardinali che hanno scelto papa Leone XIV volessero mettersi in casa un antagonista, silenzioso ma risoluto, alla deriva autarchica di Donald Trump. Coscienti o meno gli alti prelati, adesso a guidare il Vaticano c’è proprio un figlio di quell’America che poco o nulla ha in comune col suo presidente.
In generale, quando l’8 maggio dell’anno scorso Robert Francis Prevost si affacciò al balcone della Basilica di San Pietro come successore di Francesco, pochissimi sapevano già chi fosse. Alzi la mano chi non corse a compulsare Google in cerca di informazioni. «A tutte le persone, ovunque si trovino, a tutti i popoli, a tutta la Terra, la pace sia con voi» furono le prime parole del nuovo Papa che ha attraversato i primi mesi del suo pontificato sotto traccia, come se avesse bisogno di prenderci la mano o come se volesse distanziarsi dall’interventismo, dalla scossa data ai cattolici da Bergoglio, anche al costo di apparire inconsistente al suo confronto.
Il mondo da quell’8 maggio, però, sembra essersi messo a correre e anche Leone XIV comincia a mostrarsi per quel che è davvero. Una riprova si è avuta nei giorni scorsi con la comparsa a Roma d…
La voce di Leone. Tra falsi profeti dell'Armageddon e rischi reali di guerra mondiale
Thiel: “Trump ci salverà dall’Anticristo. Gli Usa sono il nuovo Impero Romano”
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Rainews Politica