Dal rimpasto al governo tecnico, purché Meloni passi all’attacco
“L'articolo critica la situazione attuale del governo Meloni, evidenziando la necessità di un rimpasto e di un consenso ampio per la riforma della giustizia, sottolineando le difficoltà e le responsabilità del premier.”
C’è poco da girarci intorno, il governo ha preso uno schiaffone, è azzoppato. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata l’unica della maggioranza a uscire con una dichiarazione. Onore a merito.
Ma ciò non risolve il problema.
In teoria il governo non è finito. Può rimettersi in sesto con un rimpasto e riassetto coraggioso.
Lo farà? Altrimenti d’ora in poi potrebbe esserci un linciaggio quotidiano.
Qui per vedere i passi avanti occorre forse fare un passo indietro e pensare a un paio di dati oggettivi.
Il primo è stata la partecipazione dei votanti, quasi il 60%, dieci punti percentuali in più rispetto alle altre elezioni. Prova di quanto il tema della giustizia sia sentito.
Il secondo è quello del fronte delle opinioni. Una parte delle grandi personalità di sinistra appoggiava la riforma della giustizia, prova di quanto sia problematico il potere dei giudici per tanta parte dell’Italia.
Da questi due fattori ne esce il vulnus della riforma. Il governo avrebbe dovuto coinvolgere grandi personalità esterne all’alveo intellettuale del governo già nella elaborazione stessa della riforma. Tanti magistrati, per primi coloro che volevano il no, sono concordi a vedere probl…
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