Anche i vecchi documenti possono indurre in errore
“L'autore risponde a Valentina Salerno riguardo a una contestazione sull'attribuzione di un'opera a Michelangelo, sottolineando l'importanza di un approccio scientifico obiettivo.”
Cara Valentina Salerno, mi permetta innanzitutto di apprezzare il fatto che si sia sentita in obbligo di replicare ai miei articoli apparsi su questo quotidiano, nei quali, contestando l'attribuzione a Michelangelo del busto in Sant'Agnese fuori le mura, motivavo le ragioni dei miei dubbi. Come immagino sappia, non sono stato io l'unico a contestare, anche se in troppo pochi lo hanno fatto. Non so se intenda il termine "metodo" come sinonimo di approccio, nel qual caso qualunque libertà a riguardo le sarebbe permessa. Se invece lo intende così come la scienza, sua storica, ancora oggi massima sostenitrice, lo concepisce, dovremmo convenire che esso debba conformarsi a criteri non di libera soggettività, come in una sorta di pirandelliano "così è se mi pare", ma, al contrario, della massima obiettività possibile ("cosi è se può parere quanto più a tutti"), in modo da portare qualunque persona diversa da lei a verificare l'attendibilità di quanto sostiene per arrivare a conclusioni pressoché analoghe alle sue. Altrimenti si rischierebbe di cadere nella cosiddetta metodologia "immaginativa", come la definiva Karl Popper, uno che a circoscrivere le coordinate dell'approccio scientifico…
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