Giustizia

Il presidente della Consulta: “Ancora inascoltato il monito sul fine vita. Il Parlamento ci convochi in audizione”

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Paolo Frosina·26 marzo 2026 alle 10:20
ARTICOLO

Il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, chiede un maggiore dialogo con il Parlamento riguardo alla normativa sul fine vita, sottolineando che il monito sulla regolamentazione del suicidio assistito è ancora inascoltato.

Una Corte che in settant’anni di vita ha acquisito “un ruolo progressivamente di maggiore impatto, rendendosi interprete di radicali cambiamenti nella società e nell’ordinamento giuridico”. Ma che, però, tuttora non riesce a farsi ascoltare dalla politica, in particolare sul tema del fine vita. Nella sua relazione sull’attività della Corte costituzionale, letta nell’annuale seduta solenne di fronte alle più alte cariche dello Stato, il presidente Giovanni Amoroso rivendica come la Consulta – che tra poco festeggia il settantesimo anniversario dalla prima udienza, tenuta il 23 aprile 1956 – sia “rimasta fedele alla sua missione di custode della Costituzione“, tenendosi rispettosamente “al di qua della sottile linea di demarcazione tra le valutazioni di legittimità costituzionale e le scelte politiche riservate al legislatore”. Ma allo stesso tempo, in un’intervista pubblicata sull’Annuario della Corte, Amoroso sollecita un maggiore dialogo tra l’organo e il Parlamento, chiedendo esplicitamente “l’instaurazione di un canale di interlocuzione istituzionale” con le Camere, “come in ipotesi l’audizione del presidente o di giudici in seno alle Commissioni Affari costituzionali per eviden…

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