“Vi spiego (semplicemente) perché ho deciso di votare No al referendum sulla Giustizia”. La scelta di Selvaggia Lucarelli
“Selvaggia Lucarelli spiega le ragioni del suo voto contrario al referendum sulla Giustizia, criticando la comunicazione del governo e l'uso strumentale di casi giudiziari. L'articolo mette in luce la necessità di un confronto serio e informato sulla questione.”
Ho riflettuto parecchio su come argomentare il mio No, perchè quasi tutte le opinioni che avrebbero dovuto convincermi a votare NO contenevano così tanti tecnicismi da scoraggiarne l’approfondimento. E ve lo dico io, una persona che frequenta tribunali, affronta processi, che ormai da anni ha una discreta dimestichezza con la legge.
Ho anche chiesto ai miei avvocati o ai miei amici avvocati cosa voteranno, uno si asterrà (trova che ci siano delle buone ragioni per votare sì, ma che una parte delle conseguenze, se vincesse il sì, sia pericolosa), altri voteranno convintamente no.
Nel frattempo, mentre provavo a farmi un’idea, osservavo come questo governo stesse cercando di convincermi a votare sì, e alcuni escamotage sono così storti e disonesti che anche questi sono diventati argomenti per votare no. Se la premessa con cui vuoi convincermi è falsa, non puoi volermi condurre alla verità. La strumentalizzazione di casi a orologeria come Garlasco (ricordiamoci di De Rensis ospite di Atreju), La casa nel bosco o David Rossi per convincerci che i magistrati siano tutti lestofanti, incapaci, brutti e cattivi, è un’operazione indegna. Così come è stato indegno, da parte di Meloni, sfug…
Libero Quotidiano
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