Ha vinto il No, la festa sfrenata dei giudici alimenta dubbi sull’imparzialità
“L'autore esprime preoccupazione per la mancanza di rispetto da parte dei giudici nei confronti delle istituzioni, evidenziando comportamenti inappropriati dopo il referendum. La gioia manifestata dai giudici è vista come inaccettabile e preoccupante.”
Caro direttore,
sono figlio di un uomo che ha servito lo Stato mettendo a rischio ogni giorno la sua vita per la nostra sicurezza. Un uomo che mi ha insegnato il rispetto per le istituzioni. Un uomo che non si è mai lamentato per le difficoltà che ha dovuto affrontare per portare avanti una famiglia con uno stipendio ai limiti della soglia di sopravvivenza. Un uomo orgoglioso che con i propri sacrifici ha consentito ai propri figli di studiare per migliorare la loro condizione sociale. Una persona che con la sua divisa ci ha insegnato e ci ha permesso di coltivare i nostri sogni e ci ha donato la libertà.
Nella mia vita, grazie al suo esempio, non ho mai avuto dubbi da che parte schierarmi: sono sempre stato dalla parte delle Istituzioni. Eppure oggi, nel vedere certe scene scomposte in luoghi deputati ad accogliere la sacralità del giudizio, resto attonito e perplesso. Ho sempre creduto fortemente nel confronto democratico frutto del rispetto e della considerazione dei convincimenti altrui, e ho sempre accettato il giudizio del popolo senza trovare giustificazioni rispetto a una libera espressione del voto dei cittadini. Mi sono sempre sforzato di comprendere i comportamenti di…
