Giustizia

Il referendum migliora la Giustizia? Ma se lo Stato colpisce anche gli ‘avvocati dei poveri’

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Fabio Anselmo·22 marzo 2026 alle 04:17
ARTICOLO

L'articolo analizza le difficoltà del gratuito patrocinio in Italia, evidenziando come le tariffe basse e i ritardi nei pagamenti compromettano l'accesso alla giustizia per i cittadini meno abbienti. Viene sottolineata la condanna della Corte Europea per la mancanza di effettività nella tutela dei diritti.

Come fanno i cittadini a difendere i propri diritti nelle aule giudiziarie se non hanno soldi da spendere? La legge dovrebbe essere uguale per tutti ma cosa accade a chi non è in grado di difendersi? La legge sul gratuito patrocinio prevede che sia lo Stato a pagare per loro, che si tratti di vittime dei reati oppure indagati, accusati di averli commessi. Lo Stato si fa carico – come deve – della tutela della loro difesa.

Tantissimi sono gli avvocati abilitati al patrocinio a spese dello Stato. Il loro ruolo è fondamentale per la tenuta del nostro sistema Giustizia. Sono veri e propri eroi dei nostri tribunali. Lavorano quotidianamente per pochi soldi, perché le tariffe liquidate per la loro attività professionale sono a dir poco esigue. Così basse da ledere la loro dignità professionale ed, in più, vengono liquidate con ritardi biblici e spesso pluriennali.

Nessuno si occupa di loro perché non difendono certo i colletti bianchi, ma solo gli ultimi della scala socio-economica del nostro Paese.

Il nostro governo ben si guarda dal dire di aver subito l’ennesima condanna dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo in tema di Giustizia, ma quella dell’11 dicembre 2025 concerne proprio…

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