Giustizia

Troppi casi Tortora, dopo il caso Tortora

FONTE
Panorama
Gianluigi Paragone·22 marzo 2026 alle 17:37
ARTICOLO

L'articolo analizza la questione della responsabilità dei magistrati e critica l'uso del termine 'mala giustizia', suggerendo che il problema risieda nella 'mala magistratura'.

«In nome del popolo sovrano…»: è la formula che nei tribunali i giudici usano per annunciare il verdetto. Non è una formula di rito ma un passaggio che si innerva nella Costituzione, la quale all’articolo 101 sancisce che «la giustizia è amministrata in nome del popolo», quello stesso popolo che all’articolo 1 è definito sovrano: «La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione».

Sempre all’articolo 101, «i giudici sono soggetti soltanto alla legge». E la legge è materia del potere legislativo, cioè del Parlamento espressione del popolo che lì elegge i suoi rappresentanti. Insomma tutto si tiene.

Il miraggio della sovranità popolare nei tribunali

Eppure il popolo, quando ci sono di mezzo i tribunali, sembra sparire. E a farlo sparire non è il concetto astratto di Giustizia, quanto i magistrati, i quali ne sono gli operatori. La lunga premessa non serve soltanto per mettere un po’ di ordine nel linguaggio della campagna referendaria ma fa da rigorosa cornice a un errore comune della cui gravità non ci accorgiamo più. Non esiste la “mala giustizia” ma al limite esiste una “mala magistratura”, se proprio vogliamo rendere l’idea del tort…

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