Giustizia

Da quale pulpito la politica vuole dare lezioni alla magistratura? Forse è meglio se prima si guarda allo specchio

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Redazione Politica·20 marzo 2026 alle 11:23
ARTICOLO

L'articolo critica la politica italiana per le sue accuse alla magistratura, suggerendo che prima di giudicare, dovrebbe riflettere sulle proprie responsabilità. Si evidenzia la storica tensione tra i poteri dello Stato e il ruolo della magistratura.

di Alberto Iannuzzi*

Nella storia politica italiana c’è sempre un momento in cui la maggioranza di turno scopre improvvisamente che la magistratura ha “troppo potere”. Accade quando le iniziative dei magistrati toccano gli interessi della politica e, in particolare, quando le procure diventano scomode ed i tribunali non si limitano a fare da spettatori alla gestione del potere, ma applicano la legge nei confronti di chiunque, anche dei potenti.

Ed ecco allora che partono le campagne mediatiche, gli editoriali indignati, i talk show nei quali i politici ci raccontano quanto siano “pericolosi” i magistrati.

Si parla di errori giudiziari, di procure politicizzate, di giudici che si appiattiscono sulle tesi dei pubblici ministeri, invadendo il campo riservato alla politica ed ostacolando l’azione di governo. Ma, tralasciando l’ovvia considerazione che si tratta di iniziative doverose e legittime, prese in applicazione del principio cardine della divisione tra poteri dello Stato, il problema è: da quale pulpito arrivano queste lezioni?

La politica italiana, prima di ergersi a giudice della magistratura, dovrebbe forse guardarsi allo specchio. Se esiste un settore della vita pubblica…

SENTIMENTTono dell'articolo
-0.50
CriticoNeutroCostruttivo
TONOCritico
PERSONE
Alberto Iannuzzi
COPERTURA CORRELATA
5 articoli