Sinistra moderata in silenzio elettorale. Quelli che aspettano il passo falso di Elly
“L'articolo esplora il silenzio dei moderati nel Partito Democratico in vista del referendum, evidenziando le tensioni interne e le strategie politiche che potrebbero influenzare la leadership di Elly Schlein.”
Per trovare una dichiarazione in favore del No al referendum di Paolo Gentiloni, leader ombra della cordata moderata anti-Schlein nel Pd, occorre andare indietro al 18 febbraio scorso. Negli studi de La 7 - l'ex commissario Ue consegnava alla giornalista un lapidario: "La questione non mi appassiona, voterò No". Una frase tirata più che pronunciata per convincimento politico. In effetti, poi da quel giorno, Gentiloni, indicato dall'ala centrista del campo largo come il candidato naturale per la premiership alle primarie, si è inabissato. Scruta e attende, dal suo ufficio di Bruxelles, il passo falso di Schlein. Che potrebbe aprire la prima verifica politica sulla linea della segretaria tre anni dopo la vittoria del congresso. Si muovono i suoi in Italia, che preparano il terreno e marcano la distanza dalla segretaria. Filippo Sensi, Enzo Amendola e Lia Quartapelle. Anche se quest'ultima, stuzzicata dall'idea di una corsa a sindaco di Milano, è stata l'unica a fare campagna elettorale per il No. L'esito del referendum sulla giustizia diventa un banco di prova per l'ala moderata, per testare la tenuta politica di Schlein. Il silenzio dei moderati è diventata l'arma per portare la seg…
Libero QuotidianoElly Schlein liquida Silvia Salis: "Sono stata eletta così", è guerra-Pd
Il Messaggero Politica
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