Politica Interna

Meloni reloaded

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Tommaso Cerno)·25 marzo 2026 alle 11:00
ARTICOLO

L'articolo esamina il ritorno di Giorgia Meloni e la sua reazione alla sconfitta nel referendum sulla giustizia, criticando la gestione della destra e il concetto di garantismo in politica.

Giorgia Meloni non è cambiata. È semplicemente tornata. Una versione reloaded della prima donna eletta a Palazzo Chigi. Non è un caso che abbia commentato subito la sconfitta nel referendum sulla giustizia. Non era un atto dovuto, perché aveva chiarito che la strada del giudizio popolare non si incrociava con quella del governo. Ma i leader politici fanno così: quando l'incendio è grosso, sono quelli che entrano per primi. La premier di quel referendum ha guardato l'anima. Quel No contiene un atto di accusa contro la destra che siede a Palazzo Chigi su mandato degli italiani, che non ha nulla a che vedere con la natura tecnica del quesito, né con la riforma voluta da Carlo Nordio. E nemmeno con il garantismo, la parolaccia più di moda di questi tempi: la sinistra ne abusa accusando la destra di «garantire» gli amici suoi. Una balla. La destra ne abusa accusando i magistrati di «garantire» sempre se stessi e la propria impunità. Nessuno, né Andrea Delmastro, né Giusi Bartolozzi hanno subito condanne. Ragion per cui, in punta di azzeccagarbugli, dovrebbero stare al loro posto. E invece i due si sono dimessi e Daniela Santanchè, accusata - a differenza degli altri - per ipotesi legate…

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