Meloni cerca una svolta dopo la batosta, ma non può permettersela
“L'articolo discute le recenti difficoltà di Giorgia Meloni nel gestire la sua leadership dopo una sconfitta referendaria, evidenziando le sue scelte controverse e le critiche ricevute dai suoi sostenitori.”
Può darsi che prima o poi – domani, fra una settimana, fra un mese chissà – Giorgia Meloni torni a essere quella implacabile macchina da guerra politica che tanti laudatores hanno descritto in questi anni, trovando anche conferme sulle copertine di grandi magazine internazionali. Donna di infallibile istinto, abile manovriera politica, naturalmente comunicativa, sempre protagonista della scena.
In questo momento, certo, non è così. Anzi, se è vero che lo spessore di un leader si vede più nelle difficoltà che nei successi, Meloni sta dando una prova deludente delle proprie capacità. Si sapeva che non fosse una grande incassatrice, ma il guaio nel quale si è cacciata da sola nelle scorse ore va oltre un eventuale limite caratteriale, e credo che abbia generato sconcerto innanzitutto fra i suoi sostenitori più vicini.
Finché si è trattato di mandar via Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, la mossa di far pagare la sconfitta referendaria a due reprobi direttamente coinvolti può aver avuto un senso. Avrebbe comunque esposto la premier alle critiche che sta ricevendo, per il tempismo e per la plateale contraddizione con quanto diceva pubblicamente in difesa del sottosegretario soltanto…
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