Anche questo è un referendum. Ma sullo stato del nostro calcio
“L'articolo analizza la situazione attuale della nazionale di calcio italiana e le sfide che deve affrontare per qualificarsi ai mondiali, senza implicazioni politiche evidenti.”
In questi ultimi mesi Rino Gattuso ha ripassato tutti i passaggi sbagliati conosciuti dall'Italia di Spalletti durante l'europeo disastroso di qualche anno fa. Ha evitato di martellare gli azzurri, incontrati solo a cena, con filmati o noiose riunioni teoriche; non è tentato dall'idea di cambiare sistema di gioco in corso d'opera come accadde in quella disgraziata missione ed è pronto a non lasciarsi condizionare da amicizie personali (il bolognese Cambiaghi preferito a Daniel Maldini dopo il ritorno a casa di Chiesa) pur di centrare la qualificazione mondiale che in queste ore ha assunto il senso di un vero referendum sullo stato di salute del calcio italiano. A nessuno può infatti sfuggire il rischio di una eventuale terza, clamorosa e storica eliminazione: significherebbe aprire una voragine sotto il pavimento dell'attuale movimento. Ignorando persino il ridotto tempo avuto a disposizione per preparare l'appuntamento decisivo di giovedì sera a Bergamo, ed eventualmente quello successivo. Lo sanno tutti: non sarà una giustificazione sufficiente. Il ct, consapevole della missione disperata che gli fu proposta dopo il naufragio in Norvegia, in queste ore deve fare i conti con un al…

