Politica Estera

Sospesa la missione Nato in Iraq. Ritirandoci, diamo ragione al Trump, che apostrofa l’Europa “una tigre di carta”

FONTE
Il Riformista
Antonio Picasso·21 marzo 2026 alle 08:50
ARTICOLO

L'articolo analizza il ritiro della missione Nato in Iraq, evidenziando le critiche di Donald Trump e le implicazioni per la sicurezza internazionale. Viene sottolineato il ruolo dell'Italia e il contesto storico del ritiro.

«La Nato senza gli Usa è una tigre di carta». Difficile dare addosso a Donald Trump, inferocito su Truth contro i suoi alleati, al punto da chiamarli «codardi» perché non hanno risposto alla sua chiamata alle armi contro il regime iraniano. Difficile perché, dopo l’appello di sei Paesi amici degli Stati Uniti (Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda e Giappone) rivolto a Teheran, affinché sblocchi lo Stretto di Hormuz e termini il lancio di droni, dal comando dell’Alleanza atlantica a Bruxelles è arrivato l’annuncio che la “Nato mission in Iraq” (Nmi) verrà “rimodellata”. In altre parole, si va via da Bagdad.

La conferma più evidente di questa intenzione si è avuta dal governo spagnolo, che ha già evacuato i suoi 300 uomini per ripiegarli presso la base aerea di Incirlik, in Turchia. Una decisione affrettata, quella di Sánchez, che rimanda al 2004, quando, dopo gli attentati qaedisti ad Atocha e il successivo cambio di governo Aznar-Zapatero, Madrid fu la prima ad abbandonare la “coalition of the willing”. Quella guidata da Bush e Blair contro Saddam Hussein. Fin dalla sua nascita nel 2018, la Nmi è stata un presidio in una terra di confine. Discendente diretta della Nato T…

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