La Scuola genovese, un master al bar della meglio gioventù: Gino e i rivoluzionari nella vita e nell’arte

“L'articolo celebra la figura di Gino Paoli, evidenziando il suo contributo alla musica e alla cultura genovese, senza affrontare temi politici.”
Milano, 24 marzo 2026 – Ciao Gino. Il Mangiarotti… Mi salutava così, con un sorriso complice e mal fidente, molto genovese, da gatto selvatico. Poi si ammorbidiva come gelato al tiepido sole di primavera. Ci univano i discorsi sul jazz, su Genova e quel primo cerchio di amici geniali, non solo musica, che avevo incontrato nei racconti di Arnaldo Bagnasco. Se Tenco era il sax, Paoli era la tromba, la nota pensata, il ponte fra Chet Baker e Billie, Signora Giorno. Lady Day. il tema del nostro primo incontro nella sua casa di Pegli.
Gino Paoli e le canzoni che hanno fatto storia. I grandi successi dell’ultimo vero ‘chansonnier’
Poeta, pittore e ballerino, i suoi primi passi da professionista, Gino riuscì a creare a Genova, con Luigi, i fratelli Reverberi, Bruno Lauzi, la fuga verticale del pianoforte di Bindi, una scena fra teatro, politica e canzone, America e Francia, per intellettuali poco organici ed artisti, prima che musicisti. Più che una scuola genovese un master al bar della più bella gioventù di quegli anni. Rivoluzionari nella vita e liberi nell'arte.
Lui era una spugna di note e parole, sapeva usare il segno e i colori, portare in Italia l'America Songbook con "Senza…
L'onorevole Gino Paoli, che pensava alla musica e ai giovani
L'onorevole Gino Paoli, che pensava a musica e giovani
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