Economia

Sensori, tracciabilità e residuo zero: la nuova frontiera della farina italiana

FONTE
Panorama
Giacomo Ferruti·25 marzo 2026 alle 13:34
ARTICOLO

L'articolo presenta OIRZ, una farina di grano tenero italiano certificata a residuo zero, prodotta con metodi agronomici rigorosi e tecnologie avanzate per garantire la qualità e la tracciabilità del prodotto.

A tavola, il pane accompagna fedelmente ogni pasto. Associato al piatto principale, talvolta anche protagonista. Prima del filone, le mani del fornaio, prima ancora il forno. E, precedenti al forno, il mulino e il campo. Proprio dal campo Molini Fagioli, storica azienda italiana con sede in Umbria a Magione, specializzata dal 1947 nella produzione di farine artigianali di alta qualità per pane, pizza e pasticceria, ha scelto di cominciare.

All’interno di questo contesto è concepita OIRZ, una farina di grano tenero italiano certificata a residuo zero, prodotta con cereale coltivato nel Centro Italia. Lontano da fonti di inquinamento, il progetto segue un disciplinare agronomico rigoroso verificato da un ente terzo indipendente, DNV. Non si tratta di uno slogan di marketing, ma di un modello di filiera costruito su scelte del tutto misurabili e documentate.

Il principio è semplice: la qualità si costruisce alle radici della filiera, con la scelta dei terreni, la rotazione colturale obbligatoria, il monitoraggio costante delle coltivazioni. Per questo, i residui di fitofarmaci di sintesi sono mantenuti sotto il limite di rilevabilità. Ogni campo viene seguito da agronomi e tecnici,…

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TONONeutro/Informativo
ENTI E ISTITUZIONI
Molini Fagioli
DNV
LUOGHI
Umbria
Magione
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