Netanyahu morto e sostituito dall’AI? Cos’è la trappola dell’AIpocondria e come difendersi
“L'articolo esplora il fenomeno dell'AIpocondria, una forma di sfiducia nei contenuti digitali, evidenziando come questo possa influenzare la percezione della realtà politica, con un focus sul caso di Benjamin Netanyahu accusato di essere un deepfake.”
Fino a ieri il pericolo era credere a un falso generato dall’intelligenza artificiale. Oggi la minaccia è opposta e più insidiosa, dove non si crede più a ciò che è vero. È l’AIpocondria, un pregiudizio cognitivo che ci spinge a diagnosticare come “artificiale” qualunque contenuto digitale, anche quando è autentico e verificabile, cadendo nella trappola del “dubbio a ogni costo” che neutralizza la realtà. Un fenomeno che trasforma la sfiducia in un’arma politica, come dimostra il caso del video di Benjamin Netanyahu, accusato di essere un deepfake nonostante le prove, chiare ed evidenti, che dimostrano il contrario.
Ascolta “AIpocondria: quando non crediamo più alla realtà” su Spreaker.
È un fenomeno che i ricercatori delle università Purdue ed Emory avevano anticipato in uno studio pubblicato nel 2025 sull’American Political Science Review, spiegando come in un clima di sfiducia generalizzata, chiunque possa accusare le prove di essere false per ottenerne un vantaggio. Più il dubbio è diffuso, più questo meccanismo funziona. E oggi il dubbio non è mai stato così pervasivo, mettendo a rischio la capacità dei cittadini di distinguere i fatti dalle opinioni.
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