E l'Ia disse: "Con il Sì indipendenza delle toghe a rischio"
“L'articolo critica l'interpretazione delle intelligenze artificiali riguardo alla riforma della giustizia, sostenendo che essa non comprometterebbe l'indipendenza dei pubblici ministeri, ma evidenzia una lettura faziosa del dibattito.”
Adesso abbiamo anche le prove, vostro Onore. Chatgpt e Gemini sono orientate per il No al referendum. E se un ignaro cittadino ancora incerto su cosa votare dovesse chieder loro un'opinione, riceverebbe tutto meno che un'analisi imparziale.
Il Giornale, citando un'analisi realizzata da Reputation Manager, aveva già scritto che le intelligenze artificiali apprendono dalle fonti che trovano più presenti, più indicizzate e più strutturate nel web e che tra quelle più usate c'erano siti schierati e anti governativi, come quello della Cgil. Ora lo abbiamo letto coi nostri occhi, prima di sgranarli per l'incredulità. E lo possiamo confermare.
Tutto parte quando chiediamo a Chatgpt un confronto tecnico con l'attuale dibattito ed è qui che iniziano a comparire le nubi: nella comparazione elaborata, il pm passa da "autonomo e indipendente" (com'è oggi) a "variabile e quasi-esecutivo", come sarebbe con la riforma della giustizia. Ma l'affare si ingrossa quando l'illuminato chatbot avanzato sostiene che con la separazione delle carriere oltre a un "incerto grado di indipendenza e di autonomia del PM" c'è il rischio di "introduzione di criteri di priorità politici e di maggiore discrezionali…
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