Assegni più bassi con la pensione anticipata: ecco il prezzo della flessibilità
“L'articolo analizza le aspettative degli italiani riguardo alla pensione anticipata e le conseguenze economiche di tale scelta, evidenziando la scarsa consapevolezza delle regole previdenziali.”
ANCHE nel 2026, con l’entrata in vigore della nuova Legge di Bilancio che ha introdotto alcune novità rilevanti – dall’adesione automatica ai fondi pensione per i neoassunti fino all’innalzamento da 5.164,57 a 5.300 euro del limite di deducibilità dei contributi versati alla previdenza complementare – gli italiani continuano a sognare la pensione anticipata, assegni più elevati e maggiore libertà di scelta. La realtà, però, è molto diversa: scarsa consapevolezza della durata della pensione, poca conoscenza delle regole in materia previdenziale e una forte tendenza a rimandare decisioni fondamentali per vivere serenamente dopo l’uscita dal mondo del lavoro.
È quanto ha rilevato dall’ultimo sondaggio effettuato da Moneyfarm, piattaforma digitale per la gestione del patrimonio a 360 gradi. Rispetto a quale dovrebbe essere l’età minima per lasciare il lavoro, la platea ha mostrato un orientamento netto a favore di un’uscita anticipata rispetto ai criteri attuali: la maggior parte dei partecipanti vorrebbe poter andare in pensione prima, tra i 61 (26%) e i 65 anni (32%), mentre è solo una minoranza (12%) a ritenere adeguato l’attuale requisito di vecchiaia dei 67 anni. Il desiderio di…
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