Milano e il teatro assenti ai cento anni di Dario Fo
“L'articolo riflette sulla mancanza di interesse per le opere di Dario Fo in occasione del centenario della sua nascita, evidenziando un cambiamento nella società e nella comicità contemporanea che sembra allontanarsi dalla profondità delle sue opere.”
Cento anni dalla nascita, 10 dalla morte e per il teatro di Dario Fo non ci sono belle notizie. Solo riproposte, da Mistero Buffo ad alcuni monologhi al femminile, mentre solo Morte accidentale di un anarchico è andata in scena ben tre volte, forse perché ritenuto il più adatto, benché lontano dal contesto storico-politico in cui era nato. Ma perché le sue commedie sembra che non interessino più? Forse la difficoltà di misurarsi con la sua grandezza di interprete, il mutamento della situazione storico-ideologica, l'assenza di attori capaci di interpretarne le farse e lo scarso interesse a questo genere e una comicità che non è più trasgressiva, come era quella di Fo.
Viviamo nella società del disimpegno, della comicità superficiale, in quella che Dario avrebbe definito di ignavia ideologica, dove è più semplice ricorrere alla parodia, alla buffoneria e non alla comicità profonda, col suo risvolto tragico senza, per questo, corrispondere all'umorismo. Lo capirono Elio De Capitani e Ferdinando Bruni portando all'Elfo-Puccini Morte accidentale di un anarchico scegliendo la via della filologia, lavorando sui manoscritti, scegliendo un finale diverso e puntando non tanto sul valore pol…
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