Meloni e Schlein a un bivio: ecco cosa cambia da domani
“L'articolo discute le possibili conseguenze delle elezioni sulla strategia politica di Giorgia Meloni, evidenziando le sfide legate alla giustizia e alla crisi energetica. Si analizzano le reazioni del governo in caso di vittoria o sconfitta.”
A volte le sconfitte hanno più conseguenze delle vittorie. In quest'ultime si va avanti, sfruttando il momento. Nelle prime devi cambiare come minimo strategia, programma e magari pure leader. Nei duelli all'ultimo sangue - e quello di oggi sulla giustizia ne è una fattispecie classica - l'esito fatale finisce sempre per determinare un cambio di prospettiva. Ne siano volenti o nolenti i protagonisti. Se domani dalle urne uscisse vincente il SÌ, ad esempio, Giorgia Meloni andrà avanti tentando di capitalizzare al massimo il successo: il 5 settembre di quest'anno il suo governo diventerà il più longevo della Repubblica, quindi, punterà a portare a casa la nuova legge elettorale, ad incardinare la riforma del Premierato magari lasciando il probabile referendum (dato che è da escludere che possa essere approvata da una maggioranza dei tre-quinti) alla prossima a legislatura e ad impostare una legge di bilancio un minimo espansiva (ma la crisi energetica rischia di tagliargli risorse) per affrontare al meglio le elezioni politiche della prossima primavera.
In caso di sconfitta, invece, dovrà rivoluzionare i suoi piani: nelle intenzioni proclamate ai quattro venti per depotenziare sul p…
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