Come calcolare lo stipendio netto: il totale in busta paga non è (quasi mai) la cifra accreditata sul conto corrente
“L'articolo analizza le differenze tra stipendio lordo e netto, evidenziando le nuove regole fiscali che complicano il calcolo degli stipendi in Italia. Si discute l'impatto delle aliquote Irpef e del cuneo fiscale sui redditi dei lavoratori.”
Guardi il tuo contratto, leggi la Ral, sorridi. Poi arriva il bonifico e la realtà è un po' diversa da come te l'eri preventivata. Lo stipendio che compare sulla busta paga non è quasi mai quello che arriva davvero sul conto corrente. E con le nuove regole fiscali introdotte dall'ultima manovra di bilancio, il passaggio dal lordo al netto è più complesso che mai. Contributi Inps, scaglioni Irpef aggiornati, addizionali regionali e comunali, detrazioni e bonus: ogni voce può fare la differenza ai fini del calcolo dello stipendio. Ma quanto resta davvero in tasca?
ANSA
Differenza tra lordo e netto
Partiamo dalla base. Il lordo è quanto il datore di lavoro offre: lo stipendio nominale, prima di qualsiasi trattenuta. Il netto è quanto effettivamente arriva in tasca, dopo contributi previdenziali, Irpef, addizionali e detrazioni. E dal 2026, il divario può essere consistente: il cuneo fiscale riduce i contributi Inps per redditi medio-bassi, ma le addizionali locali e le detrazioni fanno oscillare il netto finale da lavoratore a lavoratore. Ma andiamo per gradi.
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