«Sul referendum il solito schema: se ti esponi per la sinistra sei un testimonial, altrimenti sei un lacchè». Parla Federico “Osho” Palmaroli
“Federico Palmaroli, noto per le sue vignette satiriche, esprime il suo sostegno al Sì nel referendum, criticando le logiche politiche che influenzano il dibattito e il trattamento riservato a chi si espone pubblicamente.”
Da oltre dieci anni protagonista dell’attualità, del costume e della politica con le sue dissacranti vignette, una pagina da un milione e duecentomila followers, e un’abilità straordinaria nel cogliere le sfumature, con tempismo eccezionale: Federico “Osho” Palmaroli ha deciso di scendere in campo nella campagna referendaria che si è appena conclusa, appoggiando le ragioni del Sì e pagando, come al solito, lo scotto di chi decide di posizionarsi agli antipodi della sinistra.
Perché un personaggio che fa satira come te decide di scendere in campo su un tema così tecnico, in una campagna elettorale tanto infuocata?
«È vero, si tratta di un tema tecnico e delicato. Io la riforma l’ho letta e compresa ma la mia è stata una scelta che ha radici antiche: ho sempre visto la magistratura come un’entità nei confronti della quale gli organi deputati, come il Csm, non hanno mai esercitato il dovuto controllo e che spesso ha esercitato il potere giudiziario nella consapevolezza che, a differenza di altre categorie, difficilmente un magistrato che sbaglia paga. Avrei votato a favore della riforma anche se l’avesse proposta la sinistra e mi spiace che il referendum sia diventato un fatto polit…
9) Poche idee, ma molto furiose. Quelli che... difendono solo la casta
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