9) Poche idee, ma molto furiose. Quelli che... difendono solo la casta
“L'articolo critica i sostenitori del No al referendum sulla giustizia, accusandoli di mancanza di idee e di difendere una casta di magistrati. Viene messa in discussione la loro credibilità e si sottolinea l'importanza dei referendum per i diritti civili.”
Quelli del No hanno poche idee, ma furiose. Benché non sappiano dire come, danno a bere agli elettori che una vittoria del Sì consegnerebbe i magistrati alle fauci della destra di governo. Al contrario, Antonio di Pietro, uno che se ne intende, dice che le toghe del No si sono inginocchiate davanti all’Anm, la quale comanda come Stato extraterrestre detto Csm dove si decide a porte chiuse il delitto e il castigo di tutte
le toghe. Finora errori e sciatterie sono stati perdonati e premiati con avanzamenti di carriera. Chi fece marcire Enzo Tortora in galera prima di accorgersi che il numero di telefono sequestrato a un camorrista era quello di un tal Enzo Tortona, ebbe comunqueil premio. La stessa idea di referendum è trattata da loro come sovversiva. Eppure, non avremmo i diritti civili che abbiamo senza i referendum degli anni Settanta. Ad oggi, se un magistrato fa scontare quasi due anni in più e finisce davanti alla sezione disciplinare,
cosa volete che succeda? Perdonato e promosso. «Quelli del No» hanno lanciato una campagna di torbida magia woodoo contro il Sì sostenendo che il nostro vero scopo è sottomettere i Pm a Meloni. Però, se messi con le spalle al muro per spiegare…
Toghe in festa per il No tra applausi, champagne e "Bella Ciao"
Canti e balli ma possono arrestarci tutti
Questi qua votano No, noi corriamo a votare Sì
Libero Quotidiano