Giustizia

Referendum, Travaglio smonta le balle del “Sì” raccontate da governo, giornali e pregiudicati vari. “I padri nobili? Berlusconi e Gelli”

FONTE
Il Fatto Quotidiano
Redazione Giustizia·20 marzo 2026 alle 14:39
ARTICOLO

Marco Travaglio critica le affermazioni del governo riguardo al referendum sulla giustizia, evidenziando contraddizioni e citando figure storiche controverse. L'articolo mette in discussione la credibilità delle riforme proposte.

“Per Meloni se vince il No i magistrati mettono in libertà stupratori e pedofili in libertà. Le faccio notare che avevamo arrestato uno stupratore e pedofilo, per di più assassino, ma lo stesso governo Meloni lo ha rilasciato, permettendogli di tornare in Libia con un volo di Stato. Si chiama Almasri“. Ha aperto così il suo intervento il direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ieri sera alla fine della serata “La Costituzione è nostra” al Teatro Italia di Roma.

Il direttore del Fatto ha smontato le balle del Sì, a partire dalla supposta – e poi negata – “migliore efficienza della giustizia” – fino al caso Garlasco e alla famiglia nel bosco. Alla fine del proprio intervento, Travaglio ha citato alcuni dei padri costituenti della nostra Costituzione, compreso uno dei discorsi di Benedetto Croce, e in un secondo momento i “ricostituenti” della riforma Nordio, il cui Pantheon (o “padri nobili”) è costituito da: “Licio Gelli, Bettino Craxi, Silvio Berlusconi”. I politici (da Meloni e Nordio fino a Delmastro e Donzelli), i pregiudicati, vale a dire “Dell’Utri, Cuffaro, Previti, Formigoni, Palamara, Lacerenza”, gli indagati e i giornalisti. E ha concluso: “E poi si meraviglian…

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Marco Travaglio
Giorgia Meloni
Carlo Nordio
Benedetto Croce
Licio Gelli
Silvio Berlusconi
Dell'Utri
Cuffaro
Previti
Formigoni
Palamara
Lacerenza
Delmastro
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ENTI E ISTITUZIONI
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