“Razzista, fascista, xenofobo”. La sinistra insultava Bossi, oggi lo piange. Le lacrime di coccodrillo di Bersani e Bertinotti
“L'articolo critica la sinistra italiana per la sua ipocrisia nel piangere la morte di Umberto Bossi, un ex avversario politico, evidenziando le contraddizioni nelle loro posizioni passate e presenti.”
“Antidemocratico, razzista, pericoloso, divisivo, farsesco, impresentabile”, cosine così, piccoli ma feroci epiteti personali quelli più gettonati, a sinistra, per definire Umberto Bossi, per anni l’ex comunista secessionista alleato con la destra e soprattutto con il nemico Berlusconi, salvo poi mollarlo e servire un assist all’Ulivo di Prodi, salvo litigare spesso proprio con il Cavaliere, salvo definirsi “antifascista” per irritare la destra missina che si preparava ad andare al governo.
Oggi, però, a cadavere caldo, il senatùr rischia la santificazione proprio per mano di quella sinistra che lo aveva sfidato, utilizzato quando faceva comodo e spesso e volentieri demonizzato per i suoi progetti sfascia-Italia. Quel Pierluigi Bersani, che oggi dice “è stato l’avversario politico a cui ho voluto più bene”, ieri lo considerava una minaccia: “Non si può governare un Paese con queste sparate”, diceva. Dove le sparate erano quelle sul Nord, la secessione, la bandiera italiana e cose del genere, come se non sapesse che nel simbolo del partito da lui fondato non ci fosse un Alberto da Giussano e una scritta, “Lega Nord”.
La sinistra ipocrita che oggi piange e rimpiange Bossi
Oggi Ber…
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La Stampa Politica
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