"Violento e razzista, non ci mancherà". Lo sfregio degli estremisti anche da morto
“L'articolo analizza le reazioni critiche e polemiche alla morte di Umberto Bossi, evidenziando le divisioni all'interno della sinistra e le opinioni contrastanti su di lui come figura politica.”
La sinistra monta un tribunale improvvisato per la morte di Umberto Bossi. Non è una prassi nuova: era già successo con il presidente Silvio Berlusconi nel 2023. Un esercizio tanto facile quanto misero, considerato che il soggetto bersagliato non ha più modo di replicare. Laura Boldrini, ex presidente della Camera dei deputati, oggi nelle fila dei Partito Democratico, ha attaccato a partire dal "linguaggio" del Senatùr. Bossi ha avuto uno stile di argomentare "violento, sessista e razzista", ha osservato su La7 l'anima bella della sinistra. Il fondatore del Carroccio, per la Boldrini, ha anche alimentato "l'odio interno" del Paese. Ed è stato un anticipatore di "tutto quello che è venuto dopo". Che, manco a dirlo, viene interpretato dalla Boldrini come negativo. Ma l'ex presidente della Camera, che almeno ha sottolineato di non voler essere ipocrita nel ricordare il leghista, è in buona compagnia.
"Non ci mancherà", ha scritto via social Potere al Popolo. "È morto colui che ci ha messo gli uno conto gli altri, ci ha rubato quarantove milioni e in cambio ci ha regalato Matteo Salvini. Di sicuro non ci mancherà".
Qualcuno, pur dichiarandosi "uomo di sinistra", ha preferito commenta…
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TGCom24 Politica


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