Montepaschi, braccio di ferro con Lovaglio

“L'articolo descrive un conflitto interno al cda di Montepaschi, innescato dalla candidatura di Luigi Lovaglio in una lista alternativa, con possibili conseguenze sulla governance della banca.”
A Siena volano gli stracci. La decisione di Luigi Lovaglio di accettare la candidatura in una lista alternativa per il rinnovo del cda di Montepaschi, dopo l’esclusione da quella ufficiale, innesca un braccio di ferro con il board presieduto da Nicola Maione, che dopo la riunione fiume di ieri sera ora valuta il ritiro delle deleghe all’amministratore delegato. Una mossa che segnerebbe un’escalation nello scontro interno alla banca.
Secondo fonti vicine al dossier, Lovaglio avrebbe spiegato di aver deciso solo nelle ultime ore, a ridosso della scadenza di sabato, di accettare la proposta di candidarsi nella lista alternativa presentata tramite PLT Holding. Una scelta che ha irrigidito il consiglio, già alle prese con un passaggio delicato di governance. Il cda si è aggiornato a oggi, in attesa di pareri legali richiesti per valutare i margini di intervento. Oltre al ritiro delle deleghe, sul tavolo ci sono altre opzioni, dalla sfiducia fino all’ipotesi estrema del licenziamento. In discussione anche le attribuzioni da direttore generale, con il vice Maurizio Bai in pole per un’eventuale sostituzione di Lovaglio.
La partita sulla governance di Mps, che si deciderà in assemblea il…
