La Lega dopo Bossi: i fischi a Salvini e l’ombra di Giorgetti (e Zaia)
“L'articolo esplora le tensioni interne alla Lega dopo la morte di Umberto Bossi, evidenziando i fischi a Matteo Salvini e il ruolo di Giancarlo Giorgetti in questo contesto di crisi di leadership.”
Tre segretari e due funerali. Da domenica 22 marzo 2026, la tribolata storia della Lega, il partito più vecchio dell’attuale arco parlamentare, si può riassumere in un titolo. I tre segretari, come è noto, sono due varesotti, Umberto Bossi da Cassano Magnago e Roberto Maroni da Lozza; e un milanese, Matteo Salvini dal Giambellino. I funerali sono quelli dei primi due, e potrebbero portare al funerale politico del terzo. In mezzo ai tre capi leghisti, per la verità, galleggia da decenni l’altro importante dirigente lumbard della provincia di Varese, Giancarlo Giorgetti da Cazzago Brabbia.
Renzo Bossi e Giancarlo Giorgetti ai funerali di Bossi (Imagoeconomica).
Giorgetti, il gran ciambellano delle esequie del Senatùr
Il ‘don Abbondio’ della Lega si è vestito da Richelieu al funerale di Bossi, domenica a Pontida. Gran ciambellano delle esequie “senza cerimoniale”, ha accolto la famiglia di Bossi e le più alte cariche, e gestito l’addio al fondatore proprio come un erede, mentre Salvini veniva umiliato pubblicamente da alcuni, con fischi e insulti («Traditore», «Giuda»). Ma sono lontani i tempi in cui il Senatùr nutriva nel “Gianca” grandi speranze. «Il futuro è dei giovani come Gio…
Bossi, l’ultima Pontida
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Umberto Bossi, che pena gli urlatori che usano il Senatùr contro la sua Lega
TGCom24 Politica
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