“Nessuna ragione perché mi dimetta”: l’autodifesa quasi solitaria di Nordio, tra i banchi vuoti degli alleati e gli attacchi delle opposizioni
“L'articolo descrive l'autodifesa del ministro della Giustizia Carlo Nordio durante un Question Time caratterizzato da molte assenze tra i banchi della maggioranza, evidenziando le tensioni politiche interne e le critiche ricevute.”
“Non c’è nessuna ragione per cui il ministro della Giustizia abbandoni il suo posto”. In un’Aula della Camera tutt’altro che gremita, dove a farsi notare nel corso del Question Time sono in particolare le assenze tra i banchi della maggioranza, con una decina di deputati presenti nel gruppo di Fratelli d’Italia e nessuno o quasi tra quelli di Forza Italia e Lega, va in scena la ‘resistenza‘ quasi solitaria di Carlo Nordio, già commissariato da Giorgia Meloni e da Palazzo Chigi, con le dimissioni imposte alla capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, dopo la debacle al referendum. Certo, non è la prima volta che nel corso di discussioni generali o question time l’emiciclo non sia pieno, tanto che pure tra le opposizioni che incalzano Nordio chiedendo spiegazioni sui casi Delmastro e Bartolozzi le assenze ci sono. Ma questa volta quei banchi vuoti, soprattutto tra gli alleati di FdI, Lega e FI, stridono e non poco con l’autodifesa del Guardasigilli. “Nonostante io mi sia assunto ufficialmente la responsabilità politica del fallimento di questo referendum, la fiducia è stata confermata da parte del governo e della presidenza del consiglio”, prova a ribadire Nordio, con accanto gli altri due…
Nordio punge l’opposizione: “In base a quale legge dovrei dimettermi dopo la sconfitta al referendum?”
TGCom24 Politica
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