L’Italia nel cinema . Voci, storie, immagini di un romanzo d’amore
“L'articolo offre un viaggio nostalgico tra i grandi nomi del cinema italiano, raccontando aneddoti e momenti significativi legati a figure iconiche del settore.”
Qualche annetto fa, diciamo i venticinque anni che compongono un quarto di secolo, mi sono inoltrato in una serie di appartamenti privati e uffici di produzione per certi incontri romani. Al posto di comando del celebre Studio 5 di Cinecittà, dove i corridoi di moquette e le porte laccate in verde ardente ambientavano l’ufficio di un padrone della produzione internazionale, Dino De Laurentiis spiegava che al cinema due più due non fa quattro, ma cinque, sei... In una casa apparecchiata da un moderato, novecentesco gusto piccolo-borghese, Carlo Lizzani pareva la scultura dell’oggettività. Legno nobile, libri d’arte, attico superattico per Francesco Rosi che, toccando con lo sguardo Trinità dei Monti sembrava guidato da una volontà seria, contegnosa, di precisione didattica sui passaggi della vita. Piccolo, modesto, romano, Tonino Delli Colli, il grande direttore della fotografia di Pasolini e Sergio Leone, sedeva come Kagemusha in un salottino di centrini di fianco a una sfilza di Nastri d’Argento e Globi d’oro.
Franco Zeffirelli in villa stava imbozzolato in una tuta blu di pile al profumo di rose. Nino Manfredi non nascondeva gratificazioni e rancori da due divani stranamente dis…
