Ambiente

La cooperazione climatica resiste tra tensioni geopolitiche e limiti finanziari

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Linkiesta
Margherita Bianchi·23 marzo 2026 alle 02:45
ARTICOLO

L'articolo analizza i risultati della COP30 tenutasi a Belém, evidenziando i progressi nel campo della cooperazione climatica nonostante le tensioni geopolitiche e le aspettative non soddisfatte riguardo ai temi alimentari.

Il 22 novembre 2025 si è conclusa a Belém, in Brasile, la COP30, la trentesima edizione della Conference of the Parties («Conferenza delle Parti»). Tenutasi presso la porta d’ingresso della foresta amazzonica, la COP30 è arrivata in un momento critico: dieci anni dopo l’Accordo di Parigi e nel bel mezzo di turbolenze geopolitiche senza precedenti, tra cui il ritiro degli Stati Uniti di Donald Trump dalla cooperazione multilaterale sul clima.

La COP di Belém è comunque riuscita a costruire sugli innegabili progressi compiuti negli ultimi dieci anni: l’appiattimento della traiettoria delle emissioni, la riduzione dei costi tecnologici, una straordinaria capacità globale di energie rinnovabili e livelli d’investimento in energia pulita senza precedenti. Le attività per la preparazione dell’agenda per l’azione climatica della COP30 (COP30 Climate Action Agenda) sono state accompagnate da un’eccezionale mobilitazione di istituzioni e cittadini: quest’edizione della conferenza ha visto la più ampia partecipazione di popolazioni indigene nella storia delle COP e la presidenza ha promosso apertura e inclusività.

Essendo il paese ospite il Brasile, molti si aspettavano una maggiore concen…

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Luiz Inácio Lula da Silva
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Belém
Brasile
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