Crescita debole e rischio guerra: per l’Italia prospettive appese all'energia

“L'articolo discute la crescita debole dell'economia italiana, evidenziando un aumento previsto del Pil ma con rischi legati a fattori esterni e incertezze sugli investimenti futuri.”
Roma, 25 marzo 2026 - L’economia italiana continua a muoversi, ma con passo corto e in equilibrio precario tra una domanda interna che ancora regge e un contesto internazionale che può rapidamente peggiorare. Le nuove stime contenute nell’EY Italian Macroeconomic Bulletin fotografano proprio questa condizione: il Pil è atteso in aumento dello 0,7% nel 2026 e dello 0,4% nel 2027, mentre l’inflazione è prevista al 2,6% quest’anno e in rallentamento all’1,9% il prossimo. Numeri che descrivono un Paese in crescita, ma senza slancio, e soprattutto esposto a choc esterni che possono erodere in poco tempo i margini di tenuta.
Il quadro di fondo è quello di una moderata espansione sostenuta soprattutto dalla domanda interna. Secondo EY, il 2026 dovrebbe chiudersi con un aumento dei consumi dello 0,6% e degli investimenti dello 0,7%, mentre il contributo della domanda estera netta resterà negativo, anche se meno pesante rispetto al passato, per circa 0,1 punti percentuali. È una crescita dunque più domestica che internazionale, più legata alla capacità delle famiglie e delle imprese di continuare a spendere e investire che non alla spinta del commercio estero.
Ma è già il 2027 a segnala…
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