Cronaca Politica

"Ruvido per scelta, gentile nell'animo. È stato cattolico ma a modo suo..."

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Hoara Borselli)·22 marzo 2026 alle 11:00
ARTICOLO

L'intervista a Irene Pivetti offre un'analisi della figura di Umberto Bossi, evidenziando la sua comunicazione dirompente e il suo approccio politico controverso, con un focus sulla sua leadership nella Lega e le sue scelte strategiche.

Irene Pivetti, la più giovane presidente della Camera di sempre, leghista della prima ora, in seguito fuoriuscita dal Carroccio, è una delle persone che negli anni '90 è stata più vicina a Umberto Bossi.

Presidente, chi era Umberto Bossi?

"Una persona molto diretta. Anche simpatica. Gli piaceva esibire questo suo aspetto ruvido e burbero, ma era in realtà gentile, quando voleva. Poi aveva dei momenti di crudeltà estrema".

Nel linguaggio?

"No, il linguaggio era una sua scelta politica. Gli serviva a far saltare tutte le analisi dei suoi interlocutori. Funzionava benissimo, rompeva gli schemi".

In che senso rompeva gli schemi?

"Negli anni '80, in Italia, si predicava il post-ideologico. Ma quando è arrivata la Lega, che davvero era post-ideologica, non l'hanno riconosciuta, perché non si incasellava nei loro schemi. Le sue scelte di linguaggio dirompenti scandalizzavano. Ma lui fu grandissimo, geniale nella comunicazione".

Ha usato la parola "crudele".

"Tagliava di netto chi credeva potesse provocare problemi al movimento. Una volta Maroni sostenne che la Lega era un partito leninista. Vero. Non è vero quello che dice Mattarella che Bossi era un profondo democratico. Lui cred…

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