Cronaca Politica

Caduta l'ultima testa a destra. Ma a sinistra c'è un'euforia da gioiosa macchina da guerra

FONTE
Il Giornale
[email protected] (Augusto Minzolini)·26 marzo 2026 alle 10:00
ARTICOLO

L'articolo descrive le dimissioni della ministra Santanchè e le tensioni interne al governo italiano dopo una sconfitta referendaria, evidenziando i conflitti tra i membri della maggioranza.

L'avviso condito da minacce arriva al mattino alla ministra ribelle nelle parole del collega che si occupa dei rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. Una disamina tecnica delle opportunità e dei rischi che corre, quelle che sanno fare solo uomini di frontiera come i friulani. «Non arriveremo a sfiduciarla - confida Ciriani - si dimetterà prima. Altrimenti non avrà più un futuro politico. Il Parlamento la prossima volta lo vede con il binocolo. È una vicenda che dimostra come il Potere sia una droga che molti non sanno gestire». Parole di ghiaccio adatte ai momenti difficili, quelli in cui non puoi lasciarti andare ai sentimentalismi, quelli in cui le amicizie, la fratellanza lasciano il campo ai calcoli politici.

È il metro che usa Giorgia Meloni nel tentativo di trovare una via d'uscita dalla sconfitta referendaria. È quello che anima la Santanchè concentrata a vendere al meglio la pelle. Due teste sono saltate per il voto di domenica (Bartolozzi e Delmastro) in più il ministro Nordio ha accettato il martirio alla Camera dove tutte le opposizioni lo hanno assalito al grido «dimissioni»: non si è tirato indietro, nell'aula di Montecitorio sembrava San Sebastiano trafitto dalle…

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