Politica Interna

Schlein fa, Conte si accredita. Tutte le insidie per il campo largo dopo il referendum secondo Panarari

FONTE
Formiche.net
Federico Di Bisceglie·24 marzo 2026 alle 15:59
ARTICOLO

L'articolo discute le implicazioni politiche della vittoria del No al referendum sulla giustizia, evidenziando la polarizzazione e le opportunità per le opposizioni.

Non è stato un fulmine a ciel sereno, ma un’onda lunga che ha travolto il referendum sulla giustizia e, con esso, la strategia del governo. Il verdetto delle urne – la vittoria del No – racconta molto più di un semplice stop tecnico: segna una frattura politica, certifica un errore di valutazione e apre una fase nuova, densa di incognite per la maggioranza e di potenziali opportunità per le opposizioni. Una dinamica maturata nel giro di settimane, tra polarizzazione crescente, tensioni internazionali e una mobilitazione che ha sorpreso per intensità e composizione. A tracciare lo scenario su Formiche.net è Massimiliano Panarari, sociologo e politologo dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Professor Panarari, quanto era prevedibile la vittoria del No?

La percezione che il No fosse in vantaggio c’era già da almeno un paio di settimane. È maturata dentro una miscela di fattori: la politicizzazione crescente del referendum, l’irruzione della dimensione internazionale – con il peso simbolico e divisivo di Trump – e una mobilitazione giovanile che ha avuto tratti più emotivi che ideologici.

Il quesito sulla giustizia era particolarmente tecnico. Quanto ha inciso questo elemento?…

SENTIMENTTono dell'articolo
-0.30
CriticoNeutroCostruttivo
TONOAnalitico
PERSONE
Massimiliano Panarari
ENTI E ISTITUZIONI
centrosinistra
LUOGHI
Università di Modena e Reggio Emilia
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