Che tristezza i giovani contro la libertà
“L'articolo critica il voto dei giovani contro il cambiamento in un referendum, evidenziando il fallimento della cultura di destra nel creare consenso attorno ai valori liberali.”
Si nasce incendiari ma si muore pompieri, diceva lo scrittore Pitigrilli. La frase, diventata luogo comune per descrivere i movimenti giovanili, oggi non ha più valore. Alle urne del referendum costituzionale, si è recato un esercito di ventenni nati pompieri. Alta affluenza e plebiscito per il no. Un voto, dunque, contro il cambiamento, a difesa di istituzioni bisognose di riforme, e non da oggi. I ragazzi, in nome della lotta a fantasmi come il fascismo, hanno votato contro la libertà, il garantismo, la giustizia. In questo risultato, possiamo misurare il fallimento epocale della cultura di destra. In trent'anni, il centrodestra non è stato capace di creare consenso intorno ai pilastri della cultura liberale. Ne elenchiamo qualcuno. Il garantismo ovvero la presunzione d'innocenza e la parità tra accusa e difesa nel procedimento giudiziario. Il libero mercato ovvero la concorrenza come fattore di sviluppo e di guadagno per l'intera società. La libera scelta dell'istruzione per i propri figli ovvero offrire la possibilità agli istituti paritari di campare, fatto che sarebbe anche un risparmio enorme, e quindi un vantaggio, per la scuola pubblica. Se dalle grandi idee scendiamo alla…
Repressione e insulti. Il No dei giovani alla deriva autoritaria
Referendum, il no dei giovani, delle città e di chi si astiene alle politiche
Referendum, così i giovani (come i miei figli) hanno determinato la vittoria del No
I giovani hanno trascinato il No al referendum: a sorprendermi ormai è lo stupore degli adulti
Il Messaggero Politica